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In un futuro alternativo, la popolazione è stata quasi del tutto eliminata da una misteriosa epidemia. Le uniche persone rimaste al mondo vivono in quella che viene chiamata “Safe Esperia”, una città murata che conta circa 3000 persone, tutto ciò che resta dell’umanità.
All’interno di queste imponenti mura la gente vive divisa in blocchi, in piccolissime abitazioni sviluppate in verticale. Nessuno può uscire da Safe Esperia, pena… la morte. Nessuno di loro ha nomi, vengono chiamati in base al numero che hanno tutti obbligatoriamente tatuato sul viso. Non possono avere mezzi di comunicazione, televisori, radio, telefoni. Vivono come animali in una bolla di metallo che li isola da tutto il resto del mondo che, a detta di chi comanda, è ormai privo di vita. La popolazione è talmente rassegnata ed abituata a quello stile di vita precario e pieno di divieti, che quasi nessuno cerca più di oltrepassare le mura. Quasi nessuno, perché c’è ancora chi ha un briciolo di speranza per un futuro migliore di quello che offre quel posto. Un gruppo di otto persone cerca di studiare da anni un modo sicuro per lasciare la città murata, ma non è facile, a causa dei controlli, delle mura altissime e soprattutto di un dispositivo che ogni abitante ha impiantato lungo la spina dorsale, che uccide chiunque riesca ad allontanarsi troppo dalle mura. Ma dopo tanti sacrifici, studi, prove e anche perdite, ora sono pronti per mettere in atto il piano che potrebbe regalare loro una vita migliore e fargli ottenere ciò che desiderano più della libertà stessa: la verità.


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